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Luigi Guglielmo Moncada

Luigi Guglielmo Moncada Aragona e la Cerda, duca di Montalto, principe di Paterno, conte di Caltanissetta, di Collesano e di Adernò, barone di Melilli e di Motta Santa Anastasia ecc., si investì dei suoi possedimenti nei 1627, per la donazione fattagli dal padre, a soli 13 anni. Nello stesso anno sposò Maria Afan de Ribera Mora, figlia del duca di Alcalà, che sarebbe divenuto viceré di Sicilia nel 1632.
In realtà, il figlio primogenito del principe Antonio, a cui spettavano titolo e possedimenti, era Francesco, che allora aveva 14 anni. Ma quando i genitori presero la grave decisione di ritirarsi in convento, i quattro ragazzi furono condotti a Mimiano per una battuta di caccia, «perché ivi, col trattenimento di esercitare la caccia, il dolore della paterna partenza si mitigasse» (Della Lengueglia). Ma i giovani si trattennero troppo a lungo nel bosco e si ammalarono tutti e quattro: Francesco morì a Mimiano e gli altri tre furono portati a Caltanissetta per essere curati. Per questo motivo i titoli nobiliari e i possedimenti toccarono a Luigi Guglielmo, che era il secondogenito e che venne chiamato “il principe-duca”.
Dopo il matrimonio con Maria Afan, il giovane principe si stabilì a Napoli, dove il suocero era allora viceré, e godette di altissimi privilegi fra la nobiltà del luogo: aveva il posto più onorevole nelle cerimonie, la precedenza rispetto agii altri titolati e l’esenzione da alcune tassazioni.
Tornato in Sicilia, al seguito del suocero che ne aveva assunto la vicereggenza, ebbe la possibilità, da un lato, di distribuire favori e mercedi alla sua rete di amici e parenti, dall’altro di compiere una brillante carriera politica, pur essendo giovanissimo: dal 1635 al 1638 fu, infatti, presidente del Regno. Era questa la massima carica politica a cui potesse aspirare un nobile siciliano, poiché il viceré era quasi sempre uno spagnolo o comunque un uomo legato strettamente al re di Spagna e il presidente del Regno aveva la funzione di sostituirlo in caso di assenza o impedimento.
Nel 1639 morì la moglie Maria e Luigi Guglielmo fece un secondo matrimonio ancora più importante, come gli aveva insegnato la nonna. Sposò Caterina Moncada de Castro, figlia del marchese di Aitona, che aveva dodici anni più di lui, ma che era cresciuta nella corte di Madrid come protetta del re ed era divenuta dama di compagnia della regina. Questo matrimonio, quindi, permise al principe-duca di entrare nella cerchia di coloro che erano più vicini al re di Spagna.
La sua fama e la sua potenza si rispecchiarono anche nei suoi domini: gli abitanti di Caltanissetta intorno al 1630 erano 10.600, raggruppati in 2.650 fuochi (famiglie), quasi il doppio dei 6.780 abitanti del 1570.

Fonte: Storia di Caltanissetta – Rosanna Zaffuto Rovello – Edizioni Arbor

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